Quando diventiamo genitori, nonni ma anche zii, troppo spesso si cerca di evitare l’argomento
o di non parlarne affatto.
Come mai? Semplicemente nessuno ci ha insegnato come affrontarlo e questo problema si
ripercuote sulle generazioni future.
In verità, per diventare genitori e adulti consapevoli, è necessario pensare ed agire diversamente per
il bene dei nostri bambini.
Parliamo di consenso
Innanzitutto chiariamo cosa vuol dire “consenso”: fondamentalmente è il permesso di fare qualcosa
ora o in seguito.
Facciamo un esempio: il mio bambino mi chiede se può mangiare il gelato dopo cena. Se la mia
risposta è un “Sì” gli sto dando il mio consenso. In caso contrario, il bambino impara a rispettare il
confine che gli è stato imposto.
Quindi il consenso è insegnare a qualcuno un dato limite.
Ora vi faccio un altro esempio: cosa succede quando una persona vi bacia o tocca il vostro corpo
senza il vostro consenso? Immagino che voi vi arrabbiereste oppure stareste zitti e chiusi nella
vostra vergogna e nel vostro senso di colpa.
Immaginate ora un bambino, a cui nessuno abbia insegnato il consenso e anzi gli abbiano sempre
imposto di baciare e abbracciare gli adulti dietro un comando. Come potrebbe comportarsi di fronte
ad una situazione in cui uno sconosciuto gli farà anche delle proposte sessuali?
Se noi abbiamo il diritto di dire NO, perché un bambino non dovrebbe averlo?

Come insegnare il rispetto ai bambini?
Vi siete mai chiesti come mai molti bambini rifiutino di baciare o abbracciare qualcuno dietro
richiesta dei genitori? Semplicemente perché se qualcuno chiedesse a voi di farlo con altre persone
vi sembrerebbe un gesto molto invadente e indiscreto.
Quindi, perché per i bambini dovrebbe essere diverso?
Per diventare genitori consapevoli dobbiamo prima di tutto imparare a rispettare l’individualità, i
sentimenti e il carattere dei nostri figli. Impariamo ad accettare la loro volontà e a metterci più
spesso nei loro panni.
Frasi del tipo:”Bacia la nonna”, “Vai ad abbracciare gli zii”, “Dai, non essere scortese, saluta
Fabio”, “Se mi dai un bacino, ti do un cioccolatino” ma anche lasciare che estranei tocchino i nostri
bambini senza il loro consenso è un atto estremamente irrispettoso nei loro confronti. Agli occhi del
bambino sono solamente comandi che vengono loro imposti.
Si tratta di dimostrazioni di affetto forzato.
I nostri figli, vedendoci come un esempio e fidandosi ciecamente di noi, finiranno per pensare che
se non faranno ciò che diciamo, non avranno più il nostro amore incondizionato.
Dopo tutto, loro vogliono solo la nostra felicità.
«Chiedi loro: ‘Posso abbracciarti?’ O ‘Posso darti un bacio?’ Se dicono di no, dimostri loro che li rispetti»
Stacey Honowitz

Il bambino gode degli stessi diritti dell’adulto
Si stima che un bambino su cinque sia vittima di varie forme di abuso o di violenza sessuale.
Spesso l’autore del sopruso è qualcuno di cui il bambino si fida.
I bambini vittime di abuso provano vergogna, senso di colpa e paura.
L’abuso sessuale nell’infanzia determina grossi traumi psicologici nel bambino che si protraggono
fino all’età adulta, modificando inevitabilmente il modo di relazionarsi con gli altri.
I traumi nati durante l’infanzia sono capaci di espandersi ed impattare sul mutamento sociale delle
generazioni future.
C’è bisogno di una profonda riflessione e un’autentica rinascita per poter guarire definitivamente da
queste ferite in età adulta. Come? Il primo passo è modificare il nostro modo di comunicare con i
nostri figli, attraverso l’Educazione Rispettosa e cioè il considerare il bambino come una persona
che ha gli stessi diritti di un adulto .
Gesti come il palpeggiamento, le carezze, le coccole, i baci non richiesti pur se lievi e il lasciare che
estranei guardino e parlino delle loro parti intime, sembrano gesti irrilevanti ma in realtà si tratta pur
sempre di violenza sessuale.
Per chi crede che io stia esagerando con l’associare i baci alla violenza sessuale, ci sono diverse
sentenze della Corte di Cassazione secondo la quale le labbra sono una zona erogena al pari del
seno, delle natiche, delle cosce, del collo e, ovviamente, delle parti intime.
Si qualifica come “atto sessuale” anche il bacio sulla bocca, pur se limitato al semplice contatto
delle labbra.
«Rispetto al crimine della pedofilia non è possibile formulare giustificazioni. Esiste
forse azione più deplorevole?»
Aldo Carotenuto

Come aiutare i nostri bambini a difendersi dagli abusi?
- Insegnate loro che sono padroni del loro corpo e che nessuno può toccarlo senza il loro
consenso - Insegnate loro a dire NO di fronte a richieste “strane” degli adulti o a contatti fisici
inappropriati - Spiegare loro che farsi toccare o guardare le loro parti intime è sbagliato e che non devono
farlo a loro volta con quelle di qualcun altro - Incoraggiarli a rivelare ai loro genitori qualsiasi tipo di contatto fisico inappropriato da parte
di altri adulti - Imparare noi stessi a rispettare i limiti imposti dai nostri bambini. Comprendere i loro
sentimenti e comportamenti - Non offenderci se rifiutano di baciarci o abbracciarci
- Non creare tabù intorno alla sessualità. Evitate appellativi come farfallina, pisellino, patata,
pesciolino ecc. Usate i nomi anatomici, pene, testicoli, vagina e vulva. Essere chiari e
semplici con i bambini fa parte della prevenzione alla pedofilia - Stabilire delle regole in famiglia per cui il bambino o la bambina dovranno informare i
genitori della presenza di adulti che chiedano loro di mantenere dei segreti o cerchino di
passare del tempo da soli con loro - Insegnate loro delle semplice regole, come per esempio: mai accettare inviti o regali da
sconosciuti, mai salire in auto con qualcuno che non si conosce, non farsi toccare nelle zone
erogene, rifiutarsi di baciare qualcuno se non lo si vuole
Ricapitolando, perchè insegnare al bambino il consenso?
- Impara a non farsi toccare dagli estranei se non lo vuole
- Impara a dire di NO di fronte a un potenziale abuso
- Impara ad avere sicurezza in se stesso
- Impara a conoscere il proprio corpo e a rispettarlo
- Impara ad esprimere i suoi sentimenti e il suo carattere
- Impara a dare l’affetto a chi e come vuole
- Impara a sua volta a rispettare l’integrità degli altri
«I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia
un’impronta»
Haim G. Ginott

Vedrete che, se saprete dare loro il rispetto che meritano, saranno i primi a darvi tutto
l’affetto spontaneo e sincero che credete vi sia dovuto di diritto solo perché si tratta di un
bambino o una bambina, al di là della consuetudine culturale e famigliare che non ha nessun
significato sessuale ma dove spesso non viene minimamente rispettata l’individualità del
singolo.
In conclusione vorrei dire: insegniamo il consenso ai bambini ma impariamo prima di tutto noi a
rispettarli, a loro volta saranno adulti che sapranno far sentire la loro voce verso chi non li
rispetterà, consapevoli, senza traumi, individui liberi di esprimersi e tirare fuori il loro vero Essere.
Tutto questo per un’importante crescita sana.
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